Libro unico del lavoro: cos'è e cosa c'entra con la busta paga
Il consulente ti chiede "le presenze per il LUL" entro una certa data, e tu le mandi senza sapere bene dove finiscano. Libro unico del lavoro: cos'è? E libro unico del lavoro e busta paga sono la stessa cosa? Non esattamente, ma sono strettamente legati. Capire come funziona ti aiuta a evitare errori che costano, anche quando il libro lo tiene il consulente.
Cos'è il Libro unico del lavoro
Il Libro unico del lavoro (LUL) è il registro obbligatorio in cui ogni datore di lavoro privato annota, mese per mese, chi lavora per lui, quanto ha lavorato e quanto è stato pagato. L'ha introdotto l'articolo 39 del D.L. 112/2008 (convertito dalla legge 133/2008), che ha sostituito i vecchi libri di matricola e di paga.
Chi deve tenerlo:
- tutti i datori di lavoro privati, esclusi i datori di lavoro domestico;
- per tutti i lavoratori subordinati, i collaboratori coordinati e continuativi e gli associati in partecipazione con apporto di lavoro.
Un bar con due dipendenti ce l'ha, esattamente come un hotel con cinquanta.
Cosa contiene
L'articolo 39 elenca i dati da registrare per ogni lavoratore.
Dati anagrafici e contrattuali:
- nome, cognome e codice fiscale;
- qualifica e livello, se previsti;
- retribuzione base e anzianità di servizio;
- posizioni assicurative.
Dati del mese:
- tutte le somme e i beni dati al lavoratore, i rimborsi spese, le trattenute, le detrazioni fiscali;
- le prestazioni ricevute da enti previdenziali;
- premi e compensi per lo straordinario, indicati in modo specifico;
- il calendario delle presenze: ore lavorate ogni giorno, ore di straordinario, assenze anche non retribuite, ferie e riposi. Per chi ha una retribuzione fissa, a giornata intera o per periodi più lunghi, basta annotare la giornata di presenza.
Il decreto del Ministero del lavoro del 9 luglio 2008, che regola come si tiene il libro, chiede che ogni presenza o assenza sia annotata con una causale chiara. Se si usano sigle o codici, la loro spiegazione deve essere disponibile quando il libro viene mostrato agli ispettori (art. 1).
Il legame con le presenze
Il calendario delle presenze del LUL non si inventa: nasce dalle tue registrazioni. Timbrature, fogli firma, turni effettivi, richieste di ferie e permessi diventano i dati che il consulente riporta nel libro.
Per questo l'errore più frequente non nasce dallo studio del consulente, ma nel locale: uno straordinario non segnato, un giorno di malattia scambiato per ferie, un turno spezzato registrato come continuo. Se il dato di partenza è sbagliato, sono sbagliati il LUL e la busta paga.
Il rischio più serio è l'infedele registrazione: annotare una prestazione diversa, per quantità o qualità, da quella davvero svolta. Ne parliamo nelle sanzioni qui sotto.
Libro unico e busta paga: sono la stessa cosa?
No, ma sono collegati da una norma precisa. La busta paga (il "prospetto paga" previsto dalla legge 4/1953) è il documento che consegni al dipendente con lo stipendio. L'articolo 39, comma 5, del D.L. 112/2008 dice che consegnando al lavoratore la copia delle sue registrazioni nel Libro unico, il datore di lavoro adempie agli obblighi della legge 4/1953.
In pratica, in molti casi il cedolino che il dipendente riceve è proprio la sua pagina del Libro unico. La differenza:
- il LUL è il registro dell'azienda, con tutti i lavoratori, e va conservato ed esibito agli ispettori;
- la busta paga è la copia che riceve il singolo lavoratore.
Chi lo compila e dove si tiene
Il responsabile è sempre il datore di lavoro. Nella pratica, quasi tutte le piccole imprese lo affidano al consulente del lavoro o ad altri professionisti abilitati dalla legge 12/1979.
Il decreto del 9 luglio 2008 (art. 3) prevede che il libro sia conservato presso la sede legale dell'azienda, presso lo studio del consulente o presso i centri di assistenza delle associazioni di categoria. Durante un'ispezione deve essere esibito subito, anche via fax o email; se è tenuto dal consulente, questi ha quindici giorni dalla richiesta per mostrarlo.
Entro quando si compila e quanto si conserva
- Compilazione: ogni mese, entro la fine del mese successivo a quello di riferimento (art. 39, comma 3). Le presenze di ottobre vanno nel libro entro il 30 novembre.
- Conservazione: cinque anni dalla data dell'ultima registrazione (decreto 9 luglio 2008, art. 6), custodendo i dati nel rispetto della normativa sulla privacy.
Il termine per il libro non è il termine per te: il consulente ha bisogno delle presenze prima, per preparare buste paga e contributi. Chiedigli quale data ti serve rispettare.
Le sanzioni
L'articolo 39 del D.L. 112/2008 prevede:
- mancata istituzione o tenuta del libro: da 500 a 2.500 euro;
- mancata esibizione agli ispettori: da 200 a 2.000 euro;
- omessa o infedele registrazione che porta a trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali diversi da quelli dovuti: da 150 a 1.500 euro; da 500 a 3.000 euro se riguarda più di cinque lavoratori o più di sei mesi; da 1.000 a 6.000 euro se riguarda più di dieci lavoratori o più di dodici mesi. Gli errori meramente materiali sono esclusi;
- mancata conservazione per il periodo previsto: da 100 a 600 euro.
Per i consulenti e gli altri professionisti che, senza giustificato motivo, non esibiscono il libro entro quindici giorni dalla richiesta, sono previste sanzioni specifiche.
Cosa puoi fare tu
- Registra le presenze ogni giorno, non a fine mese a memoria.
- Usa causali chiare: ferie, permesso, malattia, riposo, straordinario. Mai "assente" e basta.
- Fai combaciare turni e presenze: se un turno è cambiato, deve risultare.
- Manda le presenze al consulente sempre nello stesso giorno del mese, completo di correzioni.
- Controlla i cedolini quando arrivano: ore, straordinari e ferie devono tornare con quello che sai.
- Tieni traccia delle correzioni: chi ha cambiato un orario, quando e perché.
- Sappi dove si trova il libro e chi lo esibisce in caso di ispezione.
Per i dettagli sul tuo caso, verifica con il tuo consulente del lavoro.
Come lo fa Novelink HR
Novelink HR lavora a monte del Libro unico: non calcola le buste paga e non tiene il LUL, che restano compito tuo e del tuo consulente. Aiuta ad avere presenze affidabili da passargli:
- timbratura dall'app con QR o tag NFC del punto di timbratura; la posizione viene verificata solo al momento della timbratura e non viene salvata;
- arrotondamenti secondo le regole aziendali, con il valore esatto sempre visibile;
- correzioni tracciate: chi, quando, valore prima e dopo, motivo;
- richieste di ferie, permessi, malattia e cambi turno dall'app, con approvazione dell'HR;
- buste paga e documenti preparati dal consulente consegnati ai dipendenti nell'app;
- conservazione automatica dei dati, con le presenze tenute per 5 anni.
Per sapere cosa chiede la legge sulla rilevazione delle presenze, leggi timbratura dei dipendenti: cosa dice la legge, oppure scrivici per una dimostrazione.